Biografia

CARLO ROSA, IN ARTE “ZOLOCTA”
UN OTTANTENNE DI FERRO


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Poggio Rusco, provincia di Mantova, 15 marzo 1920: nasce Carlo Rosa, da Adolfo e Rosina Rosa. La famiglia è di quelle numerose: sei figli, tutti maschi - Bruno, Mario, Giulio, Francesco, Carlo e Annibale. Il papà  Adolfo fa il ciabattino, Rosina la mamma e la donna di casa. All’età di sei anni la famiglia Rosa fa le valigie e si trasferisce a Milano, in una delle caratteristiche case di ringhiera con il cortile interno e il bagno in comune. Ed è là che Carlo passa l’adolescenza ed un'allegra giovinezza, così perlomeno vorremmo definirla, anche in virtù dell'ampia documentazione fotografica tutt'oggi da lui gelosamente conservata.

In quegli anni, dove gli unici svaghi erano rappresentati dalla proiezione di un film, da una partita a carte ed una a bocce, nasce in lui l’amore per il cinema, la lettura, l'attività sportiva che pratica con grande entusiasmo riuscendo ad emergere - a livello regionale - nella corsa campestre.
Ma per contribuire a fare fronte alle necessità di una famiglia umile e numerosa, Carlo è costretto a mettersi in cerca di lavoro e lo trova, come commesso, in una farmacia di Milano: resterà per sempre riconoscente al farmacista che gli dette questa opportunità.

Nel 1940 parte per il servizio militare, con destinazione Alessandria; dopo pochi mesi l'Italia entra in guerra. Sono momenti davvero duri. Nel giugno del 1942 Carlo, con il proprio contingente, parte per la Campagna di Russia; la fortuna lo assiste e nel maggio 1943, con il 37° Reggimento Fanteria "Ravenna", rientra in Italia, con il solo bagaglio di una triste esperienza e con un soprannome affibbiatogli "Zolocta", che in russo significa “ragazzo d’oro”. Grazie ad un amico fotografo che gli spedisce le pellicole, riesce ad avere una fornita documentazione di quel periodo di cui ha ricordi vivissimi ancora oggi: date, luoghi, nomi.

Nell’agosto del 1943 - sempre con la divisa militare - il sergente Carlo Rosa viene destinato a Siena e qui la sua vita cambierà perché è a Siena che conosce Piera e la sposa nel novembre del 1944. Non ci sono confetti, né regali di nozze; solo tanta povertà, semplicità ed un sincero e profondo amore. In questa città, che diventerà la sua secondo patria, nasceranno i suoi figli: Angela nel 1948 e Roberto nel 1955. Carlo e Piera diventeranno per la prima volta nonni nel 1971, quando Angela mette alla luce Roberto. Poi tocca all'altro figlio Roberto ampliare il parco nipoti, a cui si aggiunge Marta nel 1984 e Giovanni nel 1990.

Ma forse siamo andati troppo avanti con il racconto, quindi è necessario fare un passo indietro. Nell'estate del 1944 Carlo, assieme ad altri amici senesi conosciuti da poco, fu uno dei primi aderenti alla Democrazia Cristiana di De Gasperi; da qui inizierà la sua carriera politica che da Segretario amministrativo del Partito proseguirà fino alla carica di Consigliere Comunale, che svolgerà con passione e serietà per ben quattro mandati. Nel 1945 viene assunto dalla Prefettura di Siena, con l'incarico di archivista; in seguito ricoprirà  ruoli sempre più importanti, tra cui quello di segretario del comitato senese "Orfani di Guerra", fino a raggiungere la qualifica di funzionario prefettizio negli anni precedenti il pensionamento.



Prima però arriva il conferimento a Cavaliere della Repubblica, ed in seguito quello a Commendatore; giusti riconoscimenti per una persona che nell'ambito lavorativo è sempre stato un esempio di grande correttezza ed impegno.
Nel 2004 riceve dal Coni la stella d'argento al merito sportivo, riconoscimento questo dovuto al fatto che nel 1947 fonda la Libertas Siena, società sportiva in seno alla quale svolge contemporaneamente i ruoli di dirigente ed allenatore di ragazzi e ragazze, che da un livello dilettantistico riesce a condurre fino a competizioni regionali e nazionali.

Torna così ad esprimere la propria passione per l'Atletica Leggera (sarà anche cronometrista ufficiale e giudice di gara) a cui farà seguito quella per la Pallacanestro femminile, a cui si dedicherà con intenso impegno, fino a sfiorare con la squadra senese, a metà degli anni 60, la promozione in serie A. Nello scorso mese di Gennaio, al fine di rinverdire certi ricordi, Carlo è stato promotore ed organizzatore di un incontro “revival” a cui hanno partecipato dirigenti, allenatori, atleti ed atlete, giudici di gara, professori di educazione fisica di Siena e provincia; un momento piacevole e di grande emozione dove, chi era presente, ha potuto  constatare come tutti ancora lo ricordino e lo stimino con grande affetto.



Carlo ha sempre coltivato la passione per molti hobby, da quello fotografico e cine-amatoriale, a quello filatelico. Nell'immediato dopo-guerra, si dilettava anche con tempere e pennelli ed alcuni suoi quadretti, venduti a pochi centesimi, lo aiutavano a sopravvivere; alcuni di questi sono conservati dai propri figli e nipoti. Un'ultima sua passione è rappresentata dalla cinematografia; possiede una videoteca incredibile (700 film circa, molti dei quali americani in lingua originale), ma soprattutto è un profondo conoscitore di cinema. Legge tantissimo, compresi libri di storia e politica; ama molto la musica ed il gioco degli scacchi (ne ha portati dei bellissimi dalla Russia), ma a dama è imbattibile, così come a briscola e a tressette; addirittura, subito dopo la guerra, scrisse un manuale sul gioco dello scopone scientifico.

Legge ogni giorno diversi quotidiani, con lui si può parlare di tutto, ed ascolta assiduamente la musica, un'altra sua grande passione. E' molto conosciuto ed apprezzato a Siena; frequenta ed è socio del Circolo dei Rozzi. 
Una curiosità: oltre che per le parole incrociate, ha tempo anche per "ingegnarsi" con un gioco antico: si diverte a fotografare palazzi storici, per poi riprodurli il più fedelmente possibile con mattoncini e finestre di costruzioni anni ’50.
La vita di Carlo è ben radicata a Siena, ma un pezzo del suo cuore è rimasto a Milano, dove si reca spesso e dove vivono i suoi nipoti, i figli dei suoi fratelli: Renata, Silvia, Giulio, Velia, Orlando. Ha altri tre nipoti a Poggio Rusco: Luciana, Walter e Paola, figli del fratello Annibale.

Il suo studio è ricco di immagini e di icone milanesi, tra cui spicca una statuina della "Madonnina tutta d'oro"; immancabili anche i simboli rosso-neri della sua squadra del cuore, il Milan.
Il 6 novembre del 2004 ha festeggiato con la moglie Piera, da più di sessant'anni fedelmente al suo fianco, l'invidiabile traguardo rappresentato dalle nozze di diamante. 
Da circa un anno ha scoperto una nuova passione: il personal computer, che ha imparato ad usare in breve tempo; il mondo di internet non ha più segreti per lui.
A questo punto viene spontaneo chiedersi: MA COSA FARA’ A 90 ANNI?
Ve lo racconteremo fra 4 anni, sempre che - nel frattempo - non ne inventi una nuova.